Agenzia Mobilità e Impianti di Ferrara

Intervista a Lucio Catozzo, Direttore della Agenzia Mobilità e Impianti dall’1 aprile 2017 e precedentemente Direttore Generale di Ferrara TUA spa (gestione della sosta).

Chi è AMI?

Ami è una agenzia costituita nel 2002, prima come società consortile e successivamente come srl, i cui soci di riferimento sono la Provincia (60%) e il Comune (40%) di Ferrara.

Di cosa si occupa AMI?

Oltre alla attività di regolazione e vigilanza relativamente al trasporto pubblico locale si occupa della mobilità in generale promuovendo politiche che coniugano le esigenze di mobilità con quelle di una maggiore vivibilità ambientale.

Quale è la situazione di Ferrara?

Come tutte le città d’arte con vocazione turistica ha la duplice esigenza di tutelare il proprio tessuto urbano ma contemporaneamente garantire anche un facile accesso a chi proviene da fuori con diversi mezzi.

Questo a maggior ragione è valido anche per i cittadini ferraresi e a chi in generale si muove per studio o per lavoro.

Molto è stato fatto e si sta facendo e la Amministrazione Comunale è fortemente impegnata in questa direzione sia direttamente che attraverso le proprie aziende.

Quali i punti di forza e quali le criticità?

Negli anni è stato fatto molto anche grazie ad una cultura diffusa che si è sviluppata in questa direzione, basti pensare a quando risale la istituzione della zona pedonale nel centro cittadino o alla diffusione dell’utilizzo delle biciclette che pone Ferrara, non a caso definita “città delle biciclette”, ai vertici nazionali. È pertanto un punto di forza fondamentale poter contare sulla capacità di ascolto sia della città che della Amministrazione rispetto a questi temi.

Le criticità sono quelle comuni a tante altre realtà come la nostra, vale a dire soprattutto quelle che nascono da un contesto economico con risorse sempre più limitate.

Gli investimenti in questo senso non devono infatti essere valutati in termini strettamente “industriali” bensì in termini di ritorno generale al più complessivo sistema della qualità della vita e del benessere generale che se ne ricava.

Deve anche essere sottolineato il rischio della frammentazione delle informazioni che deriva dal fatto che numerosi soggetti pubblici e privati operano in settori più o meno collegati al tema della mobilità e della sostenibilità producendo un volume di dati importanti ma che magari faticano a condividere.

È quindi strategico sia disporre di strumenti che aggreghino le informazioni per renderle facilmente fruibili ma anche che le diverse realtà operino in maniera coordinata e con una visione condivisa del risultato da raggiungere.

Quali sono le prospettive?

La mobilità deve essere intesa come un sistema all’interno del quale diverse componenti e soggetti devono coordinarsi per migliorare continuamene l’offerta in un’ottica di sostenibilità ambientale ma anche di soddisfacimento delle esigenze che si manifestano e che sono in continua evoluzione.

La tecnologia riveste un ruolo fondamentale in questa strategia ed è necessario avere le competenze e la capacità di utilizzarla al meglio e per fare questo occorre avere capacità di ascolto e creare le condizioni affinché nuove idee possano emergere.

I temi sono quindi quelli della progettualità, della innovazione, della accessibilità e facilità di utilizzo degli strumenti che devono essere percepiti come utili e dare risposte concrete ai bisogni che si manifestano.

In sostanza un sistema in continuo divenire attento sia alle nuove esigenze che ai modi per soddisfarle.

 

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